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02-10-2007 06:21
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Sareste capaci di condannare anche quest
Riporto quello che ha scritto il quotidiano Alto Adige:
LUNEDÌ, 01 OTTOBRE 2007 Pagina 13 - Provincia di Giorgio Pasetto Bruciata l’auto alla “ walsche” di Maia Alta Dopo i cani avvelenati, la professoressa Del Treppo si è ritrovata la Panda incenerita MERANO. Anni di intimidazioni e azioni criminali, dai cani avvelenati ai pneumatici tagliati e i lunotti della Panda in frantumi, fino al rogo dell’altra notte in cui si è rischiato grosso con le fiamme che hanno lambito il contatore del gas metano fondendone parzialmente l’armadio. Livia del Treppo, insegnante in pensione malferma sulle gambe per via di un malanno alla caviglia, non ha dubbi sulla matrice etnica dei vergognosi episodi: “Sono la walsche, e più d’uno mi ha apostrofata così, che ha osato inquinare Maia Alta acquistando terreno e maso per insediarvisi”. Un boato nella notte, le sirene dei pompieri, rogo pericolosamente vicino al contatore del gas domato in pochi minuti. A distanza di una settimana dall’incendio di probabile matrice dolosa che ha divorato la Panda della professoressa Livia Del Treppo, in Via Macello Vecchio a Maia Alta è ancora visibile la carcassa incenerita dell’autovettura, testimonianza dell’ultimo criminale episodio di una lunga serie di vergognosi gesti intimidatori ai danni dell’insegnante in pensione, messi in atto da mani anonime sulla cui identità la dottoressa Del Treppo ha più certezze che sospetti, anche se non suffragate da prove concrete. Un nome, infatti, è da tempo nelle mani degli investigatori, è quello di un vicino da sempre particolarmente acido nei confronti dell’insegnante in pensione, ma al momento a carico vi sono solo voci alimentate dal suo comportamento particolarmente sgarbato e offensivo. Quello avvenuto nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana fa è solo l’ultimo episodio di una serie iniziata quattro anni fa quando qualcuno prese di mira i due cani della professoressa lanciando in giardino bocconi avvelenati: Misha, pastore tedesco di nove anni, morì dopo una breve ed atroce agonia, mentre il “gemello” Brutus che oggi di anni ne ha tredici si salvò grazie alla sua diffidenza verso il cibo offerto da estranei. «Misha e Brutus erano le mie guardie del corpo, vivo da sola in questa casa e oltretutto mi muovo con difficoltà per via di un malanno ad una caviglia - racconta Livia Del Treppo - ovviamente abbaiavano, come tutti i cani, e in quell’occasione pensai che l’avvelenamento fosse opera di qualcun infastidito dai latrati». Ad essere presa di mira, invece, era proprio lei, l’insegnante istriana di Pola, arrivata a Merano fresca di laurea e andata in pensione due lustri fa dopo quarant’anni di insegnamento in riva al Passirio. Se ne rese conto poco dopo, quando si ritrovò i pneumatici della sua Panda rossa devastati a colpi di coltello. Intervenne la polizia, ma poco il caso venne archiviato come danneggiamenti ad opera di ignoti. Poi il lunotto, mandato in frantumi per ben quattro volte sotto i lanci di grosse pietre. Si disse che si sarebbe trattato di una ritorsione contro la consuetudine di parcheggiare l’automezzo in sosta vietata davanti a casa. «Ma tutti in zona sanno che mi muovo con difficoltà, sono invalida e devo quotidianamente sottopormi a sedute di fisioterapia, non sono certamente in grado di percorrere lunghi tratti a piedi e da tempo ho fatto richiesta e sono in attesa che i vigili urbani mi “disegnino” una piazzola riservata davanti a casa - spiega l’insegnate in pensione - la realtà, invece, è che da sempre sono considerata un “walsche”, e me l’hanno più volte detto in faccia. Il mio torto è quello di avere acquistato casa e terreno in zona “proibita” per una italiana come me, se fossi venuta in affitto non ci sarebbero stati problemi». IP: 78.154.83.226
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