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Breve storia del sud-tirolo dal 1918 ai nostri giorni

1918: Alla fine della Prima Guerra Mondiale l‘Italia si trova dalla parte dei vincitori e reclama le terre per le quali ha combattuto, Trento e Trieste. La dottrina Wilson, dal nome del Presidente americano in carica, prevede che popoli e Paesi della stessa lingua si uniscano in un’unica nazione, e allora come adesso è l’America che comanda. Ma c’è un ma: sebbene perfino certi patrioti italiani abbiano sempre voluto solo il Tirolo di lingua italiana (Welschtirol oppure Trentino, la cui popolazione comunque a grande maggioranza era contro l’annessione all’Italia) con il confine alla chiusa di Salorno, i politici italiani chiedono molto di più. Pretestuose ragioni di carattere militare li spingono a pretendere il confine spostandolo molto più a nord, fino allo spartiacque del Brennero, e non importa se così facendo si annettono una regione tedesca, dove la popolazione di lingua italiana conta meno di 8.000 persone su un totale di più di 250.000 di lingua tedesca e ladina. La dottrina Wilson è contro l’Italia, ma i politici italiani tanto fanno e tanto brigano che Wilson cede e, smentendo se stesso, non si oppone all‘assegnazione del Sud-Tirolo all’Italia. L’Austria, sconfitta e in macerie, eleva una vibrante protesta: ma guai ai vinti, nessuno la ascolta!

1922: Mussolini va al potere. Nazionalista estremo, tra le tante campagne che lancia vi è anche quella per uniformare il Tirolo italofono (Trentino) all’Italia e per l’italianizzazione del Sud-Tirolo, oltre che della Val d’Aosta. Trova un fedele alleato nel Senatore Ettore Tolomei, un fascista di origini toscane, nato a Rovereto, che si butta anima e corpo nella titanica impresa di inventare nomi italiani per tutti i toponimi storici, tedeschi e ladini, del Sud-Tirolo. I suoi sforzi sono talvolta comici, infila uno strafalcione dietro l’altro, traduce per esempio Ulten con Ultimo, Auer con Ora, ad orecchio, per assonanze; purtroppo per il Sud-Tirolo, però, ha l’appoggio di tutto l’apparato fascista. E cominciano gli anni bui, gli anni della repressione, dove è vietato sia parlare tedesco che insegnarlo a scuola, ed i sud-tirolesi si devono arrangiare con le scuole-catacomba, scuole nascoste dove rischiando la prigione insegnanti clandestini che insegnano il tedesco ai bambini. Ogni dissenso è stroncato con la forza, vengono deportate decine di migliaia di persone dalle regioni italiane più povere per colonizzare la regione. Mussolini vuole una Bolzano da centomila abitanti tutta italiana, e ci riesce; fa costruire monumenti ed edifici che, caso unico in Italia, sono tuttora esistenti, mantenuti e ristrutturati periodicamente, e venerati da una certa parte politica come prova dell’italianità di una regione che di italiano non ha nulla. Intanto nel Tirolo italofono (Trento) viene svolto un lavoro non meno nazionalista di allineamento. Viene distrutto ogni ricordo dell’appartenenza all’Austria ed al Tirolo, viene falsificata la storia e rubata l’identità tirolese ai Trentini. Allo scoppiare della seconda guerra mondiale, Mussolini e Hitler fanno un patto scellerato: Hitler si impegna a lasciare il Sud-Tirolo all’Italia, e a ricollocare nel Reich tutti i sud-tirolesi di lingua tedesca che vorranno lasciare la loro patria. Il patto viene esteso anche alle isole linguistiche germanofone nel Trentino e nel Veneto. Inutile dire che le pressioni perché tutti se ne vadano sono molto forti, e molti cedono e se ne vanno con la morte nel cuore.

1945: la guerra è finita, il Fascismo è caduto, ed i Sud-tirolesi sperano, anzi sono sicuri, che finalmente giustizia sarà fatta, e che la loro amata Heimat tornerà all’Austria. È sempre l’America a comandare, e Austriaci e Sud-tirolesi fanno ben presenti le loro ragioni e l’ingiustizia patita 27 anni prima. Ma anche questa volta c’è un ma: è iniziata la guerra fredda, e l’Italia, insieme alla Turchia, è un presenza fondamentale per la NATO e per il controllo del Mediterraneo. Così anche questa volta l’America smentisce se stessa e cede alle trame dei politici italiani. Il Sud-Tirolo resta all’Italia ma per salvare la faccia gli Americani fanno pressione sull‘Italia perché dia una certa autonomia al Sud-Tirolo. Il famoso accordo Gruber-Degasperi, che diventa un allegato al trattato di pace con l’Italia, crea la base di questa autonomia e della funzione dell’Austria come garante dell’autonomia stessa. L’accordo però è molto scarno e viene interpretato in modo molto restrittivo dall’Italia guidata da Alcide Degasperi. Contro i dettami dell’accordo di Parigi, che prevede l’autonomia per la sola Provincia di Bolzano, viene creata la regione Trentino-Alto Adige. È una mossa astuta di Degasperi, perché unendo queste due province si ha una regione dove la maggioranza degli abitanti è di lingua italiana, e si relegano i “tedeschi” a minoranza in casa loro. Nel Trentino, una volta fedelissimo all’impero austro ungarico ed eroico nella lotta contro l’aggressione italiana del 1915 con migliaia di volontari al fronte, l‘azione di distruzione dell’identità tirolese ad opera dei fascisti ha già dato i suoi frutti. Il cambio dell’identità dei Trentini è stato favorito dalla lingua comune e, dopo la guerra, dalla Chiesa cattolica che favorisce il partito di Degasperi, la Democrazia Cristiana. L’autonomia viene vanificata, e, come se ciò non bastasse, l’Italia continua a favorire l’immigrazione di meridionali in Sud-Tirolo (impiegati statali, ma anche privati cittadini) per annacquare sempre più la popolazione originaria di lingua tedesca.

1961: ben 16 anni sono passati dalla fine della guerra, e l’Italia non ha ancora fatto nulla per concedere al Sud-Tirolo una vera autonomia nel rispetto dell’Accordo di Parigi. Molti Sud-tirolesi cominciano a capire che così non si può andare avanti, che l’Italia li prende in giro, che continua a snaturare il Sud-Tirolo, proseguendo di fatto la politica fascista di italianizzazione forzata di Mussolini. Alcuni Sudtirolesi, veri patrioti, decidono che è giunto il momento di dire basta. Pianificano, e portano a termine con successo, una serie di operazioni incruente (sono patrioti, non assassini!): fanno saltare in aria tralicci e infrastrutture varie, per dare un segnale forte all’Italia e alla comunità internazionale. L’Italia reagisce rabbiosamente, con ferocia e crudeltà: invio dell’esercito, occupazione militare di interi paesi, interrogatori violenti condotti in spregio a tutte le regole dell’ordinamento giuridico. Alcuni patrioti muoiono in seguito alle torture dei Carabinieri; un eroe della resistenza non violenta, Luis Amplatz, viene ucciso da un killer prezzolato dei servizi segreti italiani, un altro eroe, Georg Klotz, per poco non fa la stessa fine: riesce a fuggire ferito gravemente e dovrà finire i suoi giorni esule in Austria. Terroristi: ecco come l’Italia definisce i patrioti sud-tirolesi, e li presenta come belve assetate di sangue. Ma il sangue che scorre è dei Sud-tirolesi, la terra martoriata e violentata è solo il Sud-Tirolo. Fortunatamente, però, l’opinione pubblica internazionale, non solo in Austria e in Germania, capisce le ragioni dei Sud-tirolesi e non crede alla menzogne italiane. Le pressioni perché l’Italia applichi pienamente l’accordo di Parigi diventano sempre più forti. L’assemblea generale dell’ONU, con una mozione accolta nell’ ottobre del 1960, conferma la validità dell’accordo di Parigi ed invita Italia ed Austria ad intraprendere delle trattative per arrivare al rispetto di tale accordo. Dato che l’Italia non reagisce, la mozione viene ripetuta nel 1961.

1961-1972: Finalmente, cedendo alle bombe ed alle pressioni internazionali, l’Italia si dichiara disposta a trattare sulla migliore applicazione dell’accordo di Parigi. Viene istituita la Commissione dei diciannove, composta da undici rappresentanti dello Stato italiano, sette Sud-Tirolesi di lingua tedesca ed un Ladino. Dopo tre anni di trattative la Commissione formula una serie di proposte che vengono consegnate nel 1964 al Presidente del Consiglio Aldo Moro. A questo punto iniziano le trattative tra Italia ed Austria, trattative molto difficili e svolte nel massimo segreto. L‘Italia ribadisce di aver già rispettato pienamente l’accordo di Parigi e che ogni ulteriore concessione sia da considerare questione interna dello Stato italiano e non suscettibile ad un controllo internazionale, mentre l’Austria interpreta le misure da deliberare come attuazione dell’accordo di Parigi e cioè parte integrativa di un patto internazionale. Alla fine l’Austria cede e si dichiara disposta ad accettare il “pacchetto” con il relativo „calendario operativo“. Il partito di maggioranza dei Sud-Tirolesi, la Südtiroler Volkspartei (SVP), decide nel suo congresso del 22 novembre 1969, durato fino all’alba del 23 novembre, con una maggioranza risicata di accettare il pacchetto. Seguono ancora nel dicembre del 1969 i voti favorevoli del Parlamento italiano (a larga maggioranza) e del Parlamento austriaco (a stretta maggioranza) al pacchetto. Il 10 novembre del 1971 il Parlamento italiano approva il nuovo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, che entra in vigore il 20 gennaio del 1972. Sono passati 27 anni dalla fine della guerra.

1972-2003: Tutto a posto, dunque? Ma neanche per sogno! Tra la ratifica di un trattato e la sua messa in pratica tramite leggi e decreti attuativi, in Italia, possono passare anche decenni. E così è anche per il pacchetto: è solo nel 1992 che l’Austria firma la cosiddetta “quietanza liberatoria”, un documento col quale riconosce che l’Italia ha fatto il suo dovere, che la risoluzione ONU è stata applicata. Sono passati quasi 60 anni, molti Sud-tirolesi hanno sofferto e alcuni di loro sono morti per la libertà, come Klotz, Amplatz, Kerschbaumer e tanti altri. Molti Italiani si sono stabiliti definitivamente in Sud-Tirolo, e alcuni di essi ancora protestano contro il pacchetto: il Sud-Tirolo, anzi l’Alto Adige, come si ostinano a chiamarlo, è Italia: cosa vogliono questi tedeschi? Si parli italiano! Del resto, il Sud-Tirolo è l’unica regione italiana dove le manifestazioni espressamente fasciste sono non solo tollerate, ma anche incoraggiate: se nel resto d’Italia ai fascisti è giustamente impedito manifestare, a Bolzano e dintorni possono fare quello che vogliono. La Polizia e i Carabinieri, numerosissimi in Sud-Tirolo, più ancora che nelle regioni colpite dalla mafia e dalla camorra, non intervengono quasi mai, fanno finta di non vedere e di non sapere.

2015: L’Europa unita, senza confini, è una realtà da diversi anni. Il Sud-Tirolo ha ripreso i legami, del resto mai interrotti, col Nord-Tirolo e con l’Austria. E i Sud-tirolesi? Per anni, dalla fine della guerra, si sono appoggiati in massa al loro partito „ di raccolta“, la Südtiroler Volkspartei, che come una mamma premurosa li ha guidati verso l’autonomia così come prevista dal pacchetto. Ma i tempi cambiano, e solo poche cose restano uguali: la voglia di libertà, ad esempio, e la voglia di sanare le ingiustizie. Oggi, molti Sud-tirolesi cominciano a rendersi conto che con l’autonomia non si va lontano, e che qualsiasi governo italiano (l’hanno già fatto Berlusconi e Monti, lo sta facendo Renzi e lo faranno altri) può, se vuole, tagliare i contributi alla Regione, e con ciò mettere in pericolo tutte le conquiste così faticosamente strappate. Molti Sud-tirolesi, persino alcuni di lingua italiana, cominciano a pensare che con l’Austria non solo si starebbe meglio, ma che sarebbe un atto di giustizia rendere il Sud-Tirolo all’Austria. Molti Sud-tirolesi cominciano a credere che si può fare, che un ritorno alla patria austriaca è possibile, che dopo quasi cent’anni si può ristabilire la verità storica: il Sud-Tirolo è parte integrante del Tirolo intero, ed è una regione austriaca per lingua, usi, costumi, religione, storia e cultura. Del resto, è facile capirli: se i marziani, per non far torto a nessuno, avessero occupato le province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova creando una Sud Lombardia (o Alto Po, tanto per restare in tema), come reagirebbero gli abitanti di queste province? Non vorrebbero il ritorno alla Lombardia e alla madrepatria Italia, non sognerebbero anche dopo cento o mille anni la libertà perduta? Non direbbero che non esiste una Sud Lombardia, ma che la Lombardia è una e una sola, ed è italiana? È come dire che non esiste un Sud-Tirolo, ma che il Tirolo è uno e uno solo, ed è austriaco, no?


 

71 Kommentare

  1. Amo il Sud Tirol (Alto-Adige) e dico che pur essendo una regione, geograficamente parlando, italiana, è popolata in assoluta maggioranza da genti tedesche. Ora la Storia, cambiare non si può, la si può solo capire e studiare. Credo innaturale voler forzatamente cambiare nomi o cultura o tradizione.

    Io mi considero un figlio del mondo, e come tale, credo, sia giusto e bello cercare le relazioni con il vicino, tanto più se abita la stessa zona. Poi, naturalmente, ognuno ha la sua cultura e tradizione, ma rappresentarle affinchè gli altri possano capirla e rispettarla, non credo sia una colpa.

    Saluti

  2. Mi permetto di ricordavi che i sud tirolesi non sono mai stati cosi generosamente protetti e assistiti come dallo Stato e dal popolo Italiano. Per quanto mi riguarda abolirei la Regione Autonoma. Senza l’assistenza Italiana fareste ben poco… Fatevene una ragione Il sud titolo resterá Italiano

  3. Un’ultima osservazione… come mai nella Val Müstair (italiana) nessuno parla più il Romancio (0,00% degli abitanti), lingua storica della zona affine al Ladino, mentre pochi metri più in là, appena passato il confine, nella Val Müstair (svizzera) la percentuale dei Romanci è ancora oggi il 75% della popolazione?!

    La risposta è semplice, ma STRANAMENTE taciuta: a partire dal XVII secolo tutta la zona è stata forzatamente germanizzata ed è stata proibita la lingua Ladina e vietate anche le tradizioni… „Tubre è stato liberato (geräumt) dalla lingua romancia soltanto dopo il 1750“ (Cit.) !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    …Siete un pò come il corvo che dice al merlo: „quanto sei nero“!

  4. NON HO MAI VISTO TANTA IGNORANZA E MALAFEDE NE‘ SENTITO TANTI STRAFALCIONI E APPROSSIMAZIONI STORICHE.

    1) „ORA“ E‘ DESCRITTO PER LA PRIMA VOLTA COME „AURA“ E SOLO MOLTI ANNI DOPO SI ARRIVA AL CACOFONICO E RIDICOLO „AUER“.

    2) „ULTIMO“ VIENE ATTESTATO CIRCA MILLE ANNI FA COME „ULTIMIS“/“ULTIME“ E SOLO QUALCHE SECOLO PIU‘ AVANTI E‘ STATO MALAMENTE GERMANIZZATO IN „ULTEN“.
    E SI POTREBBE ANDARE AVANTI DELLE ORE…

    3) IN AGGIUNTA A TUTTI I NOMI „FORZATAMENTE GERMANIZZATI“ COME HA GIUSTAMENTE RILEVATO UN ALTRO LETTORE POCO SOTTO (ES. COSTA -> KOSTNER, COL -> PICHLER, ECC) SEGNALO ANCHE IL „PIERANTONI“ CHE E‘ MAGICAMENTE DIVENTATO „PERATHONER“ NEL CORSO DEGLI ANNI…
    ps SEMPRE IN TEMA DI POLITICI SUDTIROLESI, PERCHE‘ IL PIU‘ PADANO „MAGNAGO“ NON E‘ STATO GERMANIZZATO IN UN „MAGNAGHEN“ O SIMILI?!

    4) LO STATO DI CUI VORRESTE FAR PARTE NON ESISTE PIU‘ DA 100 ANNI!!!! E‘ COME SE IO PRETENDESSI CHE LA MIA TERRA TORNASSE A FAR PARTE DEL REGNO DI SARDEGNA!!!!

    5) PS PER FAVORE NON PARAGONATE ANDREAS HOFER A QUEI CONTADINI BOMBAROLI.

    A PARTE TUTTO, I VERI „SUDTIROLESI“ SONO -AL LIMITE- SOLO I LADINI CHE SONO IN SUDTIROLO DA PIU‘ TEMPO DI VOI E SONO SICURAMENTE PIU‘ „ITALICI“ CHE „GERMANICI“ PER LINGUA, CULTURA E ORIGINI.

    ANZI, NON CAPISCO COME POSSANO I LADINI ESSERE SPESSO E VOLENTIERI ASSIMILATI ALLA PARTE „GERMANICA“ QUANDO I POCHI CHE SONO „SOPRAVVISSUTI“ ALLA GERMANIZZAZIONE FORZATA LO DEVONO SOLO ALLA LONTANANZA ED ALL’INACCESSIBILITA‘ DI ALCUNE LORO TERRE, ALTRIMENTI BADIA SAREBBE DIVENTATO „ABTEI“ O CORVARA „KURFAR“…. AHAHAHAH… I LADINI DI LUSON (SI CHIAMAVA LUSINA NEL’800 D.C.) E FUNES ORMAI SONO „ESTINTI“…

    CONCLUDO CITANDO IL GRANDE KLEMENS VON METTERNICH CHE DEFINIVA L’ITALIA COME UNA SOLA „ESPRESSIONE GEOGRAFICA“.
    ANCHE IO DA „PADANO“ (CON VERE ORIGINI ASBURGICHE, AL CONTRARIO DI QUESTI 4 DABLEIBER GERMANIZZATI A FORZA), MI SENTO DISTANTE ANNI LUCE DALL’ITALIA DI ROMA/NAPOLI/ECC PER LINGUA, CULTURA E ORIGINE.
    TUTTAVIA -PER FORTUNA O PURTROPPO COME DICEVA GABER- NE FACCIAMO TUTTI PARTE.
    NESSUNO DEVE ASSOLUTAMENTE PERDERE LA PROPRIA IDENTITA‘ LOCALE, ANZI DEVE DIFENDERLA, MA NEI LIMITI DI ROMPERE I C******I.
    E IO SONO IL PRIMO CHE ADORA LA CULTURA, LA LINGUA ED IL POPOLO „GERMANICO“.

    VI RICORDO CHE, AL CONTRARIO DELLE ALTRE POPOLAZIONI TEDESCHE CHE SONO STATE PERSEGUITATE, CACCIATE, „SLAVIZZATE“ O „FRANCESIZZATE“, L’ITALIA (REPUBBLICANA) VI HA SEMPRE TUTELATO E DIFESO.
    ORA PERO‘ BASTA, EH…

  5. Sign chiedo chiarimenti sono troppo educato x scriverle cosa penso di lei…… Scrivo solo che se sapesse tue le malvagità che ci ha fatto l Italia forse starebbe zitto. Se le studi un po‘ prima magari…. Dell Italia il grande Franz Joseph non si è mai fidato e visto come è andata ci vedeva lungo. Io non mi sentirò mai e poi mai italiano…. Avrei troppa vergogna e poi ho troppo rispetto x i miei avi sempre fedeli ad una bandiera molto più coerente che alla tua. Sarei felice se domani l Italia fosse annessa con la forza e ,senza che nessuno avesse chiesto nulla ,all Africa …… Vorrei vedere se ti sentiresti africano o italiano…….forse capiresti come ci sentiamo noi….. EIN TIROL. Un patriota del Welschtirol

    • Chiedo chiarimenti

      12 novembre 1866

      “ Se. Majestät (Franz Joseph I.) sprach den bestimmten Befehl aus, daß auf die entschiedenste Art dem Einflusse des in einigen Kronländern noch vorhandenen italienischen Elementes entgegengetreten und durch geeignete Besetzung der Stellen von politischen, Gerichtsbeamten, Lehrern sowie durch den Einfluß der Presse in Südtirol, Dalmatien und dem Küstenlande auf die Germanisierung oder Slawisierung der betreffenden Landesteile je nach Umständen mit aller Energie und ohne alle Rücksicht hingearbeitet werde. Se. Majestät legt es allen Zentralstellen als strenge Pflicht auf, in diesem Sinne planmäßig vorzugehen ”

      And for our english-speaking readers:

      “His Majesty has expressed the precise order that we decisively oppose the influence of the Italian element still present in some Crown lands, and to aim unsparingly and without the slightest compunction at the Germanization or Slavicization – depending on the circumstances – of the areas in question, through a suitable entrustment of posts to political magistrates and teachers, as well as through the influence of the press in South Tyrol, Dalmatia, and the Adriatic Coast.”

      TRADUZIONE

      Sua maestà (Francesco Giuseppe) ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l’influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno”

      So che la verita‘ fa male ma mi dispiace vedere un essere umano perdere in questo modo la sua dignita‘.
      Allora ripeto, visto che sempri duro di comprendonio. L’Alto Adige appartiene alla penisola italiana, abitata da genti italiche. Gli alto-atesini di cultura e lingua tedesca NON SONO POPOLAZIONE AUTOCTONE dll’Alto Adige. Le popolazioni autoctone delle zone che tu, erroneamente, chiami Sud Tirolo, furono i Reti, da cui discendono i ladini che come puoi ben intuire dal nome -sforzati, forse ce la puoi fare – nulla avevano a vedere con i germani. Quella brava persona del tuo grand‘ imperatore, come intuibile dagli ordini che impartiva -debitamente riportati – applicava politiche di pulizia etnica nei confronti degli italiani ancor prima che Benito Mussolini fosse concepito in quel di Romagna.
      Furono i tuoi amichetti a colonizzarci, invaderci, germanizzare tutto il possibile con violenza e prevaricazione, non il contrario. Nessuno li ha invitati
      Quella che tu chiami Africa ti ha insegnato a mangiare, vestirti, costruire, fare Scienza, Finanza ed Arte. Se l’Occidente e‘ quello che e‘ lo deve all’Italia, genio.
      Dimenticavo, come gia‘ ricordato da qualcun’altro, mentre noi italiani ci trastullavamo col fascismo, gli alto atesini di lingua tedesca scelsero un’ideologia notoriamente amorevole e rispettosa del prossimo, specie di non cultura germanica, chiamata NAZISMO.

      Tschuss

    • il vero altoatesino or sudtyroler era Oetzi , ma che lingua parlava e che cultura aveva da poterla avvicinare alle nostre ? capisco il dolore interno dei Sudtyrolesi di appartenere forzatamente all’Italia come al contario voglio ricordare a loro quanto fortunati sian stati ad essere accolti ed occupati dall’Italia.
      I loro compatrioti di quella che oggi è Bratislava ad es. od altre regioni dell’allora Impero Asburgico con stati molto più sfortunati : son stati forzati a perdere proprietà ,nazionalità e spesso anche la vita.
      La storia ed il tempo sanno lenire certi traumi, credo solo che ci voglia rispetto per le culture differenti e tanta buona volontà. Le prevaricazioni non sono mai accettate e non servono,anzi creano ulteriore astio.
      Conosco bene il Sud Tyrol, parlo anche la lingua tedesca e amo quella terra senza esserne residente, ho tanti amici tyrolesi che mi rispettano e ci vogliamo reciprocamente bene. Ho spesso anche detto assieme a loro : Heil Tyrol e perchè no ?

    • Prima di tutto noi Italiani dovremmo ristudiare la nostra storia e lasciare al popolo TIROLESE il loro diritto di autodeterminazione. Noi italiani abbiamo poco memoria..

  6. Tutto giusto ma non dimenticatevi del Welschtirol. Il Tirolo è uno solo è parte da borghetto. Anche se il fascismo e i democristiani hanno cancellato in maggioranza la nostra storia e le nostre tradizioni non è colpa nostra. Purtroppo a scuola ci continuano a insegnare quello che vogliono loro. Qui il fascismo non e mai morto e parlando italiano questo non ci aiuta. Purtroppo viviamo nell ignoranza non x colpa nostra. La maggior parte non sa nulla di quello che ci ha fatto l Italia. Voi parlando tedesco siete stati fortunati anche nel tenere le vostre tradizioni, noi parlando italiano siamo stati cancellati completamente. Siamo stati trattati peggio di voi perdendo tutta la nostra storia. Il Tirolo è unico ripeto, non dimenticatevi di noi e provate anche voi coi vostri partiti a far aprire gli occhi ai miei paesani che non sanno. Insieme saremmo tutti più forti non cerchiamo di divedere ulteriormente il nostro amato Tirolo. Ripeto uniamo le nostre forze. Ein Tirol sempre

  7. Francese amante del Sud Tirolo

    Adoro l’Alto Adige, sono 50 anni che vengo qui ogni anno.
    Ma adoro anche i Grigioni, in Svizzera. Conosco bene i luoghi e la gente… E per questo motivo, molto lentamente, che mi sono reso conto che c’era un popolo che univa queste valli e montagne, i ladini. il che mi ha fatto molto ragionare sul concetto di „popolo“ Tirolese, come di un popolo unico.

    Le realtà locali, nei pressi di qualsiasi frontiera, sono molto complicate e mai nere o bianche. Lo so bene io che vivo in Francia in prossimità della frontiera Italiana. Qui ci sono realtà mai chiarite dal 1861. La Savoia non é mai stata ufficialmente annessa alla Francia! sembra pazzesco ma é cosi‘.

    Quello che recentemente mi fa riflettere é la cosiddetta forza bruta che ha staccato il „popolo“ tirolese alla sua madre patria…

    Giustamente si deve criticare severamente l’italinazzione del Sud-Tirolo effettuato dal Fascismo; ma il fatto ugualmente grave é che prima dell’annessione del Tirolo del Sud all’Italia, la stessa cosa si faceva con la germanizzazione dei popoli realmente locali.
    Ma il Tirolo di chi é allora ??!

    qui sotto la lista de cognomi tipici Tirolesi prima e dopo la germanizzazione iniziata nel XVI secolo.
    Sorrido leggendo che in realtà i Kostner si chiamano Costa!!

    Cognomi ladini e la loro germanizzazione:

    Alnëi Alneider, Erlacher
    Aiarëi Agreiter
    Alfarëi Alfreider
    Biëi Willeit
    Brocia Nagler
    Ciampac Kompatscher
    Ciampëi Kompeiter
    Ciampidel Kampideller
    Ciampló Complojer
    Cianacëi Kanetscheider
    Cianëi Kaneider
    Cianoré Konrater
    Ciaslat Kasslatter
    Ciastel Kasteller
    Ciolá Kelderer
    Col Pichler
    Colac Goller
    Corjel Koriseler
    Corterëi Kortleiter
    Costa Kostner
    Costacia, Costata Kußtatscher
    Costalungia Kastlunger
    Costijela Costiseler
    Derü Bacher
    Dôs Dasser/Tasser
    Elemunt Elemunter
    Frena, Freina, Frines, Frenes Frenner
    Furcia Furgler
    Granruac Großrubatscher
    Grones Grunser
    Larcenëi Lardschneider
    Melaun Melauner
    Mongüc Mangutscher
    Mureda Moroder
    Mus Mussner
    Pardac Pardatscher
    Pecëi Pitscheider, Feichter
    Pedraces Pedratscher
    Peraforada Palfrader
    Pescol Pescoller
    Picolruaz, Piceruac Kleinrubatscher
    Pinëi Pineider
    Plan Planer, Ploner
    Planac Planatscher
    Plaza Gasser
    Pradac Pradatscher
    Pré Wieser
    Rives Rifesser
    Roncac Rungatscher
    Ruac, Robac, Ruacia Rubatscher, Robatscher, Ruazzi
    Runch Rungger, Ronchi
    Somür Untermauern
    Sorá Solderer
    Soraru Oberbacher
    Soratrú Oberweger, Obwegs, Obex
    Sorega Überwasser
    Sottrú Unterweger
    Stufles Stuflesser
    Tornarecia Turnaretscher
    Trebe Tröbinger
    Troi Troier
    Val Thaler
    Valacia Flatscher
    Valgiarëi Fogereiter
    Zanon Senoner, Sanoner

    Se ogni nazioni dovesse rendere pezzi di territorio al proprio vicino, si ripartirebbe con un terza Guerra Mondiale. Ve lo garantisco.
    La lista dei popoli e luoghi é lunghissima: bretoni, corsi, baschi, i territori di Nizza, Savoia,…

    Quello che alcuni „Tirolesi“ vogliono ora é tornare nella nazione del preguerra (della prima guerra mondiale)… nazione che non esiste più, visto che si parla dell’Impero austro-ungarico!
    Il Tirolo, come certe persone dicono non é Italia, quello che é sicuro é che non é neanche germanico.

    Le realtà locali devono essere preservate, ovunque esse si trovino. Questo é l’importante!
    W i Tirolesi, W i Ladini, W gli Italiani e gli Austriaci.

    Basta con questa lotta assurda.

  8. Ineccepibile, secondo il Diritto delle Genti, la appartenenza territorale del Sudtirolo AI TIROLESI.
    QUANTI ITALIANI VIVEVANO IN ALTO ADIGE-SUD TIROLO PRIMA, DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE?
    Gli italiani si sono arbitrariamente appropriati delle loro terre scatenando una guerra contro l’Austria-Ungheria. L’Alto Adige di un…TOLOMEI, definito storicamente in maniera più corretta „SUDUROL,“
    è la Patria di Andreas Hofer!
    Cerchiamo di essere onesti, almeno questa volta!

    • Chiedo chiarimenti

      I sudtirolesi non sono popolazioni autoctone dell’Alto Adige. Nessuna popolazione di origine italica ha attraversato le Alpi ed occupato una regione austriaca, nessun “ Impero Italiano“ ha colonizzato per secoli vaste zone dell’Austria causando gli stessi danni che l'“illuminato Impero Austro-Ungarico“ provoco‘ all’Italia e agli italiani. Chi ha colonizzato chi, allora ?

      Credo che la storia vada studiata ed approfondita prima di scivere grossolane incorrettezze .

      • Come sarebbe a dire che nessuna popolazione italica ha oltrepassato le Alpi, andando a rompere le scatole dall’altra parte? E i romani, che hanno fondato Vienna?

        • Chiedo chiarimenti

          Se vuole si puo‘ andare a ritroso nella storia fino al Bing Bang, ma lei conosce qualche popolazione discendente dagli antichi romani che in Austria parla una lingua romanza e‘ di cultura latina e chiede spocchiosamente la secessione dal resto del Paese ?

          Magari ricorderei i ladini, popolazione di cultura romanza ed autoctoni dell’Alto Adige, regione appartenente alla Penisola italiana, colonizzati e germanizzati con la forza dagli Asburgo.

          Gli attuali sudtirolesi sono discendenti di contadini austriaci e tedeschi emigrati in quelle terre nel Medioevo: sinceramente nessuno li ha invitati !!

          • Neanche i romani nessuno li aveva invitati, e se non hanno lasciato tracce linguistiche in Austria è perché altre popolazioni sono sopraggiunte da quelle parti.
            Adesso il Sud Tirolo è austriaco e quindi fanno bene a chiedere di poter decidere con chi stare con un referendum.

          • Chiedo chiarimenti

            No, l’Alto Adige e‘ una regione italiana abitata da popolazioni di etnia e cultura germanica. Se se ne vogliono andare e‘ sufficiente che varchino il confine.

            E‘ come affermare che un domani i discendenti degli immigrati nordafricani di Marsiglia possano indire un referendum per riunirsi all’Algeria, essendo diventati l’etnia prevalente in quella citta‘. Le cose non funzionano cosi’…..

  9. Chiedo chiarimenti

    Breve storia dell’Alto Adige (e non solo) prima del 1918

    12 novembre 1866

    “ Se. Majestät (Franz Joseph I.) sprach den bestimmten Befehl aus, daß auf die entschiedenste Art dem Einflusse des in einigen Kronländern noch vorhandenen italienischen Elementes entgegengetreten und durch geeignete Besetzung der Stellen von politischen, Gerichtsbeamten, Lehrern sowie durch den Einfluß der Presse in Südtirol, Dalmatien und dem Küstenlande auf die Germanisierung oder Slawisierung der betreffenden Landesteile je nach Umständen mit aller Energie und ohne alle Rücksicht hingearbeitet werde. Se. Majestät legt es allen Zentralstellen als strenge Pflicht auf, in diesem Sinne planmäßig vorzugehen ”

    TRADUZIONE

    Sua maestà (Francesco Giuseppe) ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l’influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno”

    • I chiarimenti dovrebbero darteli i sudtirolesi che ci ospitano in questo spazio, io provo solo a scrivere qualche impressione.
      Nel novembre del 1866 dovrebbe esserci già stata la guerra che ha visto l’Impero Austriaco perdere il Veneto e il Friuli, andati all’Italia nonostante quest’ultima fosse stata sconfitta dagli austriaci per terra e per mare.
      Forse l’imperatore ce l’aveva con gli italiani perché li considerava poco fedeli alla monarchia, troppo attratti dalle idee propagandate da chi voleva l’Italia unita.
      Alla fine però mi sembra che gli italiani siano rimasti al loro posto, visto che nella prima guerra mondiale erano presenti in Trentino, a Trieste e in Istria, fornendo soldati per il conflitto.

      • Chiedo chiarimenti

        Povero Cecco Beppe, tutto mi fa tranne che pena……

        Trovo poco dignitoso che i discendenti di coloro colonizzarono (male) parte dell’Italia e che causarono,direttamente o indirettamente, la perdita di territori da decine di secoli di cultura ed etnia italiana quali Nizza,Savoia, Istria e Dalmazia,voler anacronisticamente rivendicare un’indipendenza basata su falsita‘ storiche.

        La storia non comincia nel 1918, se sono onesti ricordino anche le nefandezze compiute nei confronti delle popolazione romanze nel Trentino Alto Adige da parte degli Asburgo.

        Sono genti germaniche presenti sulla penisola italiana, nessuna popolazione di origine latina occupa e arrogantemente rivendica la secessione in una regione austriaca.

        Chi ha colonizzato chi, allora ?

        „….si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno….”

        • Veramente non c’è scritto da nessuna parte che un’area, come quella italiana, faccia tutta parte di un unico stato.
          Ad esempio c’è il Ticino che è Svizzera.
          E ci possono benissimo essere in futuro, al posto di uno stato unitario, più stati italiani.
          I tedeschi sono arrivati da questa parte dell Alpi nel Medioevo e quella è la loro terra, speriamo che possano fare un referendum per decidere se tornare con l’Austria oppure no.

          • Chiedo chiarimenti

            Vorrei che la stessa opzione fosse data agli italiani di Istria, Dalmazia, Nizza e Savoia, ma purtroppo gli italiani in quelle terre non esistono piu‘ visto che furono violentemente assimilati, ammazzati o cacciati come conseguenza, diretta od indiretta, dell’occupazione coloniale dell’Austria infelix.

            In base al tuo ragionamento anche gli Amish presenti in Pennsylvania potrebbero chiedere la secessione dagli USA ed il ricongiungimento con la Svizzera, loro Patria di origine.

            Gli amici sud-tirolesi si rassegnino, troppi disastri commisero i loro avi, e troppo bene e rispettosamente sono stati trattati dallo Stato italiano per atteggiarsi come vittime innocenti e chiedere di andarsene.

  10. Massimo da Trento 19/06/2016

    Vorrei ricordare quello che mio nonno nato nel 1889 mi raccontava a proposito della storia del Welsch
    Sudtirol.
    Quello che amava dire è che i Trentini erano Austriaci e si sentivano Austriaci ma, non venivano riconosciuti dall’Austria come tali perchè, non eravamo di lingua tedesca e non erano protestanti. Questo secondo mio nonno è stato il peccato originale che ha determinato quello che poi è successo.
    In pratica questo ha generato in una minoranza il malcontento dando il via all’Italia di conquistare il Sudtirol, e le conseguenze sono state ancor più pesanti per gli Altoatesini .

    • Sul fatto che i trentini non venissero considerati austriaci, in quanto di lingua italiana, sono d’accordo.
      Ma la religione non c’entra perché gli austriaci erano cattolici come i trentini e non protestanti.
      Gli Asburgo sono stati tra le casate più cattoliche.

  11. Vi auguro di tornare presto nella vostra amata Austria. Avere scritto „italiano“ sulla mia carta d’identità fa schifo anche a me che abito in emilia e che negli ultimi anni è stata conquistata dalla ndrangheta calabrese..

    • Io canto quel che vedo e ciò che vedo è che il Sud Tirolo non è un territorio italiano in quanto la larga maggioranza della popolazione che lo abita è di etnia germanica per lingua, cultura e costumi. Mi possono fare vedere tutte le carte geografiche della storia ma ciò che conta per me è ciò che esiste oggi. Sostengo dunque, perché lo comprendo, il desiderio dei patrioti sud tirolesi di riunificazione con la loro Madre Patria Austria. In Trentino vedo una situazione completamente rovesciata, nel senso di una spiccata italianità di questo territorio (fermo restando che i suoi abitanti hanno tutto il diritto di provare un diverso senso di appartenenza e di decidere democraticamente da che parte stare). Personalmente sono e mi sento italiano (siciliano di nascita e “ lombardissimo“ di adozione). Credo che l’Italia sia una grande Nazione fatta di tante genti con storie diverse ma comunque accomunate dalla lingua, da tradizioni religiose e non, da un carattere generalmente aperto e gioviale, da una fantasia spiccata che trova sbocco in tutti i campi dello scibile e delle umane attività. Certo abbiamo un sacco di problemi e cose che non vanno ma siamo comunque un grande Popolo che tanto ha dato all’arte, alla cultura in generale, alla scienza e che oggi si fa apprezzare in tutto il mondo. Sì, sono fiero di essere italiano e quindi capisco la fierezza dei patrioti sud tirolesi nel sentirsi tali e nel volere che il destino della propria terra sia unito a quello della loro Madre Patria. Viva l’Italia, viva l’Austria, viva l‘ autodeterminazione dei popoli!

    • È 50 anni che si sta cercando di fare un’Europa unita e qui leggo solo commenti di persone che vogliono framentare i territori in piccole Nazioni. Il genere umano in questa terra è buono solo a farsi del male.

      • Si superano gli stati cosiddetti „nazionali“, che contengono più etnie, e si costituiscono aggregati più piccoli e omogenei.
        Poi si potrà parlare di unione tra gli europei.

      • a „fiebeddu“: forse non ha capito che qui si parla di riunificare un territorio austriaco al suo paese strappato con la forza con la tragica I guerra mondiale. La storia è scritta da fatti concreti e non da sentimentalismi a volte ingenui, a volte ignoranti ed altre volte strumentali. Per quanto riguarda l’unificazione dell’Italia.. è un dato di fatto che dopo il 1861, a parte gli anni 50 e 60 del ‚900, verremo ricordati solo per i disastri fatti assieme.
        Se fossimo poi davvero una nazione almeno furba (come, tra le altre cose, ci descrivono all’estero) ridaremmo volentieri il sudtirolo all’Austria a patto che l’europa ci abbuoni il nostro debito pubblico impressionante

    • La Calabria non é solo ndrangheta, pronuncia con rispetto sia il nome Calabria che da persona onesta oltre che artista non sopporto venga infangato, inoltre il nome Italia ha origini proprio qui, noi facevamo parte della Magna Grecia millenni da. Inoltre anche noi siamo stati Conquistati nel più recente passato dall‘ Italia , e di porcherie uccisioni stupri ruberie varie ne abbiamo avuti/sopportati più di tutti, ma queste verità sono sottaciute L esercito Piemontese e Cavour che seduto nella sua poltrona comandava; mi dispiace per l Emilia perché la ndranghetà (dal greco società degli uomini d‘ onore cmq importanti se non erro, e d’onore non hanno nulla) investe nei luoghi dove c’è da prendere dove l’economia funziona e ormai decide anche i prezzi della droga in Colombia, ma non é con l‘ indifferenza o pensando che mandando l ‚esercito si risolvono i problemi, va combattuta dall‘ Interno anche migliorando le condizioni di lavoro che qui sono drammatiche, la gente vive in povertà non in tutte le parti m’ha insomma, si spopola questa Terra e a me si strappa il cuore.

  12. Mantova non è Italia è Mantova! 1000 anni di indipendenza non si cancellano da un giorno all’altro. Se i marziani avessero occupato Le nostre terre dubito che molti avrebbero rimpianto malcostume, malgoverno è maleducazione italici. Non dimenticate che assieme ai veronesi i mantovani furono tra i migliori combattenti delle guerre ottocentesche (nelle file dell’esercito Austriaco ovviamente!)

  13. salve a tutti.
    Di cosa stiamo parlando.
    L’unificazione dell Italia e‘ stata ed e‘ una forzatura.
    Il problema Sud tirolo ne e‘ la testinonianza.
    I savoia volevano conquistare ed annettere a se stessi il sud italia che nemmeno parlavano la stessa lingua e le diversita‘ profonde sono tuttora visibili e marcate.
    Infatti a spirito nazionale siamo a zero.
    Non ce ne frega niente del tricolore a parte quando gioca la nasionale o vince Valentino.
    Non abbiamo il nostro indipendence day o il 14 luglio Francese , perche‘ dell unita‘ nasionale non ce ne frega niente.
    Mussolini ci aveva provato fallendo miseramente.
    Avanti Sud Tirolesi uscite da questa trappola chiamata Italia che noi purtroppo ne siamo legati.

  14. Io sono di lingua italiana, ma dico ai tanti italofoni che hanno scritto di rispettare le tradizioni e la lingua dei tirolesi. Tirolesi, che hanno subito un processo di snazionalizzazione forzata, sia da parte del fascismo che della Repubblica italiana, processo di snazionalizzazione che per fortuna non ha raggiunto i traguardi prefissati, come invece lo ha fatto altrove (vedi Val d’Aosta e Venezia Giulia). Perciò la loro voglia di autonomia o indipendenza, è più che giustificata. Per quanto riguarda lo scritto di „Trentino non Tirolese“, a proposito del fatto che nessuno ha mai pensato di ricostituire l’impero Austroungarico, lo invito a leggere bene i libri di storia, in quanto nel 1944-45 sir Winston Churchill era intenzionato a ricostituire il vecchio impero sotto forma di „Confederazione Danubiana“, quale elemento stabilizzatore dell’area balcanica. Inoltre riguardo all’impero asburgico egli soleva ripetere il detto:“se non ci fosse bisognerebbe inventarla“. La guerra fredda e l’Unione sovietica impedirono tale progetto.

  15. Cosa avete fatto voi a tutti noi dei balcani tutto quello che vi succede e anche pocco? Adesso perche piangete? E quando occupavate i paesi e stavate rubando i nostri soldi era bello no?!
    Per voi questo e pocco!!!!

  16. Articolo è veramente simpatico c’è tutto l’animo del valiggiano di quelle parti old style che fa fatica a capire che la storia va avanti ed il problema tra un pò non sarà parlare tedesco o italiano ma non parlare arabo!
    PS mia nonna era austriaca, sono stato fidanzato con una ragazza austriaca ho consciuto tantissimi austriaci ma mai nessuno di loro mi ha parlato dei „tirolesi“ nel modo che sembrerebbe trasparire dall’articolo …

  17. Quando mai la popolazione di lingua tedesca è stata trattata dagli italiani , come invece vennero dai primi trattati ?
    https://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_dei_trentini
    Ma davvero vi sentite vittime ?

    • Quando ci sono delle cose che vanno male la colpa non è mai tutta da una parte, e così gli austriaci avranno sbagliato così come gli italiani.
      Ma adesso si parla del legittimo desiderio dei sudtirolesi di tornare con la loro Madrepatria austriaca: cosa ti disturba in questo?

      • Mai lette tante …come dite voi di lingua tedesca … fregnacce raccolte in una pagina web per far propaganda -_-

        Mi disturba il fatto che potremmo rivendicare Nizza e Savoia, la Corsica, l’Istria e la Dalmazia, Cefalonia ed altri territori della Grecia.

        Mi disturba che Roma potrebbe rivendicare la ricostituzione dell’Impero Romano ed imporre la lingua latina.

        Poi domani si svegliano i francesi ed il giorno dopo gli inglesi che insieme ai portoghesi, spagnoli e danesi diranno: ‚beh, e noi cosa possiamo rivendicare ?‘

        Inizia cosi l’era della rivendicazione ad opera del re Topa

        Mi disturba quando la Storia e‘ studiata da gente un po‘ labile di mente.

        Questo mi disturba.

        Curati prima di darti alla Storia.

    • Vi ricordo che hai tempi dei romani l’Italia per fortuna non esisteva. L’Italia esiste da70 anni. Ma vi rendete conto che siete messi peggio del Burundi? Io per fortuna ho potuto rinunciare alla nazionalità italiana xche per me era un onta!!! Adesso vi ritrovate nelle mani di Renzi Ma vi rendete conto? Lasciate il Trentino alla sua madre patria! Quella volta dovevate ucciderlo Cavour perché senza i francesi non eravate nessuno. Viva gli Asburgo.
      Consiglio a tutti di visitare il loro castello natale a Augsburg!

  18. Tanto per meditare ecco cosa successe agli Italiani delle terre occupate , si può affermare che la popolazione sud-tirolese venne trattata nelle stesso modo?
    https://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_italiano_(1915-1918)

  19. La ricostruzione storica del redattore è di una semplicità disarmante , buona solo al suo personale uso e mancante di ogni attualizzaziine, non a caso a parte pochi commenti gli interventi sono di poco o nullo spessore.
    Sembra quasi che i tirolesi stiano nell’alto Adige sin dal tempo di Otzi, dimenticando che questi hanno scacciato le precedenti popolazioni romanze e retroromanze, in modo anche violento sopratutto nel XIX secolo con una ferocie germanizzazione. Nulla strano dopo tutt se i Tedeschi non avessero da sempre preteso quello che mai sono stati pronti a dare di certo non avrebbero avuto un continuità territoriale che le portò ad essere presente da sotto le alpi fino al mar del nord e dalla manica fino al baltico , e così seguendo la massima che dice „quel che è mio è mio e quello che è fuo è mio“ oggi jna parte dei sud tirolesi dimentica il passato e non attualizza il presente.
    Per molte poplazioni la prima guerra mondiale fu guerra di libarazione verso gli austriaci che occupavano le loro tere da secoli, poco male se erano li da molto tempo non erano li da prima! Se oggi l alto Adige fosse austriaco è domandarsi che fine avrebbero fatto il ladini? La risposta è semplice : la stessa degli slavi della carinzia , stessa sorte poi sarebbe toccata agli italiani:assimilazione forzata o via! Se poi volviamo parlare dei drammi fascisti ebbene non dimentichiamo che il fascismo fu dittaura dura per molti e no solo per loro, ma che soprattutto ,quando venne offerta la possibilità di scegliere tra il fascismo ed il nazismo ben 80% dei tirolesi sceglse il Reich! E pagare non furono chi s lese, visto che a guerr finita se ne poterono tornare a casa sua senza conseguenze ,bensì la comunità ebrea aconra esistente fino al 1943, a Merano!
    L ‚italia vista la forte adesione avrebbe potuto fare cosa fece la Polonia e nel est europeo via i tedeschi, basta con secoli di prepotenza avete rotto! questo non avvenne , giusto così , l’Italia avrebbe potuto fare come i francesi in Alsazia Lorena , no l’Italia preferì iniziare un per orso nuovo, lungo faticoso e a volte violento, come sono state le bombe che nienge niente produssero se no che cariche politiche, i tralicci fatti saltare sono quelli dell alta tensione prodotta dalle dighe , dove sarebbe oggi questo territorio con una bella bella centrale elettrica a carbone? I morti tirolesi? Be parliamo dei morti italiani, ma no quelli degli anni 60, parliamo delle donne violentate e della persecuzione devli italiani dopo caporetto, parliamo di un genocidio pari solo a quello degli armeni durante la prima guerra mondiale. Attualiziamo e meditiamo , no?

  20. testori giovanni

    gruss gott! dopo gli imbarazzanti fatti di questi giorni della ‚festa dell’entrata in guerra italiana‘ credo che bisognerebbe far leggere a tutti gli italiani …grandi e piccoli questo testo qui sopra scritto ,forse potrebbe insegnare molte cose del ’sud tiro l‘!forse qualcuno capirebbe il problema!…un caro saluto a voi tutti ….freiheit fur sudtirol!

  21. Non vi preoccupate Sud Tirolesi, tra altri cento anni parlerete meno tedesco e più italiano, è solo questione di tempo, anche in Corsica fino al 1900 si parlava ancora italiano, oggi nessuno lo parla più, eppure la Corsica è sempre stata un isola italianissima.

  22. Sono italiano e sostengo pienamente la vostra causa!
    E‘ una terribile ingiustizia quello che avete dovuto subire e spero che riusciate presto nel vostro intento.
    Spero soltanto che, una volta ricongiunti coll’Austria, vorrete tutelare la locale minoranza italiana.
    Vi mando un forte abbraccio.

  23. Salve.
    Temo vi sbagliate, e di grosso, sulla Valle d’Aosta. L’accordo fu fatto da Bidault (De Gaulle si era dimesso all’inizio del ’46), uno squallido alcolizzato che finirà a capo dell’OAS, rifugiandosi senza sopresa in Italia per sfuggire alla polizia, e De Gasperi, che proseguì anche in VdA, come in Sud-Tirolo e in Venezia-Giulia, la politica fascista di repressione-assimilazione-sovvertimento etnico. L’accordo fu patrocinato dal Vaticano (i due erano a parole cattolicissimi) e in particolare dal nunzio apostolico a Parigi, il futuro (e come De Gasperi erroneamente presentato come „buono“) Giovanni XXIII. La Francia, in generale, si è sempre disinteressata delle sue minoranze linguistiche, De Gaulle a parte (ma De Gaulle NON rappresenta la media del sentimento francese), preferendo concentrarsi sulle sue ex-colonie, dove il francese fu imposto insieme con uno sfruttamento bestiale di uomini e risorse locali. Più ancora significativa la simpatia istintiva dei francesi in generale, e dei suoi politici in particolare, per l’Italia (cui fa invece fronte un’instintiva francofobia italiana), di cui ammirano arte, storia e anche la furbizia assassina (non dimentichiamoci che Mazarino, Caterina de‘ Medici o lo stesso Napoleone avevano origini italiane).
    Risultato, atteso, ricercato e ottenuto: i valdostani di origine sono meno di un terzo della popolazione della Valle, la cui maggioranza relativa è calabrese (il cognome più diffuso ad Aosta è Mammolitti); non ci sono scuole in francese e il poco che è insegnato lo è da insegnanti italiani che normalmente non lo padroneggiano; non ci sono radio in francese e solo due televisioni (una francese e una svizzera), ma nessuna sede RAI francofona; l’università valdostana è esclusivamente in italiano; la presenza poliziesca è di quattro volte la media italiana, in che non ha naturalmente impedito – siamo o non siamo in Italia? – il radicamento in Valle di alcune tra le più pericolose ’ndrine della ‚Ndrangheta calabrese (Nirta e Facchineri) e recentemente anche della Camorra (gli italiani sono generosi, non ti fanno mai mancare niente delle loro specialità…).
    E‘ vero che, dal 1983, la Valle ha beneficiato di trasferimenti statali molto generosi. Ma, appunto, dal 1983 (35 anni dopo lo Statuto) e comunque sotto l’occhiuto controllo di una serie di „istituzioni“, chiamiamole così, che ovviamente hanno poi determinato la vera destinazione dei fondi.
    A riassumere: il sovvertimento etnico tramite massiccia immigrazione e l’assimilazione forzosa dei rimanenti autoctoni, con in premio la creazione di una base operativa di primo piano per la criminalità organizzata, il vero motore economico della Penisola (primo fatturato italiano, circa 120 miliardi di euro all’anno), sono stati ormai completati in Valle, more italico presentata invece come preclaro esempio della generosa e illuminata politica italiana nei confronti delle minoranze. La Valle d’Aosta è in realtà morta, anche se il suo cadavere viene tenuto in piedi a mascherare appunto il verminaio che lo ha prima parassitato e poi ucciso.
    Almeno voi, che sapete di cosa è capace l’Italia, non cadete nel tranello…

  24. A voi sudtirolesi dico solo che dovete tenere duro: conservate con ogni mezzo la vostra identità, ed il momento in cui la libertà sarà a portata di mano vi vedrà pronti.
    Io sono un italiano consapevole del fatto che esistono gli italiani, ma non esiste il popolo italiano.
    Gli italiani hanno dato il meglio di sé quando erano divisi in tanti stati diversi, ed è a quella situazione che dobbiamo ritornare, superando lo stato unitario.
    Quello sarà il momento in cui voi potrete ritornare alla vostra madrepatria austriaca.

  25. Ricordiamo quanto apertamente dichiarava il 17.05.1916,nel suo Diario,il ten.col. Karl Schneller della Strafexpedition,responsabile del settore“ Italia „,per aver chiara l’idea della consuetudine,di cambiare e ricambiare i nomi delle località con lo spostarsi dei confini a seconda della lingua dei nuovi occupatori. Scriveva „…..Gli ricordo ( si riferisce all’addetto al suo ufficio informazioni ) anche il problema riguardante L’INTRODUZIONE e L’USO di NOMI TEDESCHI,accennandogli che Krauss ( un’aiutante )è famoso in quanto ad estirpazione di elementi italiani con l’introduzione di altri tedeschi. Se abbiamo successo ,ciò è anche dovuto al lavoro compiuto da secoli nel Sud Tirolo. Es .negli atti del magistrato mercantile Bolzano

    fu nei secoli chiamata Bolgiano.

    Ritengo interessante per tutti, approfondire la conoscenza con adeguato approccio alle preziose testimonianze del “ Beit Hatfutsot “ Servus

  26. Il mondo è di tutti.
    Siamo tutti figli di Dio.
    Il problema pertanto non sussiste.
    Si resta dove si sta e qui si cercherà di migliorarsi e migliorare.

  27. Salve a tutti, Italiani, Tirolesi ed Austriaci. Io (Romano), ho iniziato ora a chiedermi quale possa essere la verità sulla Guerra del 15-18. E‘ quella che ci insegnano a scuola? O è un’altra storia? Tale curiosità mi è nata dopo aver conosciuto la vera storia dell’unità d’Italia del 1861 (che in realtà non fu unificazione ma annessione del Sud allo stato dei Savoia (invasori Piemontesi)Non posso rispondere a nessuno di Voi, perché sono ancora ignorante in materia, ma penso, leggendo qua e là, nel poco tempo libero, di dover credere a quanto detto dai nostri amici Austrotirolesi (potrebbe essere giusto come appellativo?). Non sto facendo un dibattito con lor signori, sto cercando di capire; ma vorrei farlo attraverso le vostre conoscenze storiche e non tramite le Vs offese reciproche. Qui non si tratta di essre Italiani, Marchesi, Austriaci ecc. Qui si tratta di essere persone che la pensano diversamente e che come persone meritano rispetto. Basiamoci (o meglio basatevi – io sono solo un ascoltatore delle vostre conoscenze storiche -°) sui fatti e su prove storiche. Grazie a tutti e un saluto ai nostri fratelli di tutto il mondo.
    Massimo

  28. Se si osservasse la storia dell‘ Alto Adige dagli albori fino ad oggi, senza porre bandiere nelle diatribe intrinseche al caso, direi che la situazione è più controversa di quanto si creda. Innanzitutto Sfatiamo questo populismo che L‘ Alto Adige fu da sempre territorio di matrice mitteleuropea, (attenzione, senza ovviamente trascurarne le immense influenze) bensì era un territorio abitato anticamente dai Reti (popolazione di matrice Etrusco/celtica). In seguito, nel 15 a.c, fu conquistato da Augusto con cui seguì la lunga dominazione che apportò la brillante cultura romana per un millennio circa e di conseguenza anche la lingua latina. Caduto l ‚Impero Romano d’Occidente passò nelle mani di Ostrogoti (germanici) Bizantini (latini) Longobardi (germanici) e Franchi (germanici occidentali). Da qui in avanti le popolazioni di lingua Retoromanza (gli attuali Ladini) che popolavano ancora tutto il territorio furono Germanizzate in modo intensivo, per finire con il lungo dominio degli Asburgo, L‘ impero Austro-Ungarico e infine L‘ Italia oggi. Detto questo l’Alto Adige è un Mix di culture storiche che non si possono definire prettamente germaniche ( si notino i Ladini) e neanche Italiane.
    Il discorso storico quindi non giustifica i sogni irredentisti di un popolo con radici così complicate. Non esistono culture “pure”, le culture sono prodotti storici, e sono immerse nella storia, che è la dimensione dell’incontro tra differenti culture e differenti valori. Se oggi „Italiani di lingua tedesca“ vogliono l‘ indipendenza l’unica motivazione che possono avere è che in Italia non stanno bene poichè non rispettati culturalmente ( da italiano direi che è il contrario) o economicamente ( non penso proprio, dato che l‘ Alto Adige ha immense agevolazioni).

  29. Stefano De Cesari

    Buongiorno. Scrivo da Bologna. Quello che più colpisce dalla lettura di questa storia è una visione chiusa, esclusiva della comunità germanofona del Sudtirol, una visione in cui l’immigrazione di civili (non mi sto riferendo a quella, forzata, dei tempi di Mussolini, ma a quella degli ultimi 60 anni) è vista come un’aggressione. Questo tipo di atteggiamento è tipico e forse giustificabile in una comunità in declino. Ma a quanto pare la popolazione germanofona sta crescendo rispetto a quella italiana in Sudtirol. Quindi, mi chiedo perchè? Voglio dire, comunque la si guardi la storia del Sudtirol è sicuramente l’unica success story di una minoranza linguistica in Europa (la si confronti al destino dei tedeschi d’Alsazia o di Slesia o ai Sudeti, oppure agli ungheresi di Romania, o agli italiani istriani, la lista non finisce più). Insomma, certo ci sono stati ostacoli, lotte, atti anche di eroismo, tuttavia alla fine il governo italiano e quello austriaco si sono seduti a un tavolo di trattative per mettersi d’accordo su un insieme di regole, che alla luce dei fatti hanno funzionato nel tutelare gli interessi della popolazione germanofona del Sudtirol. Voi citate più volte le idee di Wilson, ma queste idee non c’è nessun governante in Europa che sia disposto a riproporle al giorno d’oggi, sicuramente non dopo gli esiti della guerra in Bosnia. Laddove ci sono „etnie“ strettamente a contatto, non c’è divisione che funzioni nel diminuire i rancori. Pensate che sarebbe bello vivere a Bolzano come a Gorizia, o a Gerusalemme? E poi perchè dovrebbero valere solo i diritti di terra anteriori al 1918? Dovremmo quindi far scomparire l’intero Stato d’Israele? Gli italiani che vivono ora in Sudtirol sono per lo più nati lì, ci hanno vissuto fin da bambini, perchè non dovrebbe essere quella la loro casa? Il mito delle origini (le tradizioni, il dialetto ecc.) serve quando si conduce una battaglia, ma ora che la popolazione di lingua tedesca ha un’autonomia riconosciuta ed è in crescita, che senso ha continuare a insistere con principi etnocentrici? Anche altrove esistono i miti fondativi, quelli che vengono insegnati ai ragazzini per essere più leali e coraggiosi. A Bologna abbiamo quello della lotta partigiana. Senz’altro bella e utile, per carità, ma a volte si ha come l’impressione di essere prigionieri di un sogno di tanto tempo fa (anche se non lo si può dire perchè le gente ti guarda male, come un traditore). Davvero pensate che le vostre idee siano ancora attuali? Cosa ne pensano i vostri ragazzi? Date loro abbastanza spazio? Intendo dire anche dal punto di vista „ideologico“? Che cosa ne pensano i figli delle „coppie miste“? Perchè quel dialogo tra genti di lingua tedesca e italiana, che ha funzionato storicamente nelle terre degli Asburgo non potrebbe avvenire oggi anche nelle Alpi „italiane“ (o nelle Eurozone) alla luce delle sfide del presente? Alla fine solo le società inclusive funzionano. Cordialmente.

    • Egregio Sig. De Cesari,
      mi complimento per l’analisi da Lei effettuata, sia per i contenuti che per la forma davvero pacata, sono pienamente d’accordo con Lei e sposo tutto ciò che scrive, ma purtroppo dubito che gli appartenenti a questo giullaresco movimento possano capire e condividere le incontrovertibili verità che Lei ha così magnificamente argomentato.
      RingraziandoLa del prezioso contributo auguro una buona giornata.
      Lorenzo

    • Eugenio Alberti di Milano

      Ormai 50enne, ho passato i canonici tre mesi di vacanza estivi della mia infanzia e adolescenza presso una famiglia sudtirolese.
      Adesso ci vado sovente in vacanza con la famiglia e devo dire che, a parte il grande sviluppo che ha interessato tutti i settori e le infrastrutture, l’appartenenza alla propria terra e alle loro origini è forte.
      Credo che i sudtirolesi non ce l’abbiano tanto con gli italiani che con loro ,da sempre, hanno condiviso scambi di ogni genere, ma con l’imposizione burocratica italiana.
      L’impronta „tedesca“ dove il sociale , la cosa pubblica ,i controlli, gli aiuti funzionano, vanno in forte contrasto con quanto accade nel resto d’italia.
      Non sporchiamo questa magnifica perla che è il Sudtirolo.
      Sono inutili le diatribe sul fatto che i tirolesi siano „nostri“ o di altri.
      Oggi, col rispetto ai caduti di guerre sempre inutili, possiamo godere di questi bellissimi territori e lo possiamo solo fare come si dovrebbe fare per tutti i posti del mondo,RISPETTANDOLI!
      Bisogna conoscerli prima di giudicare. ma il rispetto deve esserci a prescindere.
      Si nota, negli interventi di tutti, che più che chiarire le vicende vissute da questi popoli, ci si scontra ancora su cosa sarebbe meglio ocosa sarebbe più giusto per questi territori.
      Negli anni sessanta ,quando ero davvero piccolo, mi ricordo la porola „welsher“ a me indirizzata, e nel settanna le gomme tagliate delle auto con targa italiana dei turisti.
      Consiglio a tutti di leggere il recente libro edito da Rizzoli e scritto dalla bravissima Lilly Gruber intotolato „eredità“.
      Con una minuziosa ricerca storica che parte dalla fine ‚800 ai primi ‚900 sino alle porte della seconda guerra mondiale fa capire da „dentro“ cosa è davvero accaduto e come veniva vissuto dagli abitanti del tempo.
      Ricerca storica personale dove , con documenti e diari di famiglia, si riesce a capire un po‘ di più il popolo tirolese oggi, i suoi contrasti,le sue ragioni.

      vi continuerò a seguire per capire di più su questo magnifico territorio.
      Eugenio Alberti

      • Leggi anche tempesta della gruber ,è il prosieguo di eredità però attento perchè la scrittrice narra da un punto di vista di parte e molto spesso finisce col mescolare il soggettivo con l oggetivo

  30. Quando passo davanti al cimitero del mio paese in Friuli e leggo nella stele tutti quei giovani morti durante la prima guerra mondiale provo un senso di disagio, non verso gli Austriaci ma verso noi stessi e il nostro egoismo.

  31. Scusate, ma ciò che leggo purtroppo non è totalmente vero…

    Cesare Battisti non è un „patriota italiano“ me venne strumentalizzato dal fascismo in quanto tale. Era un cittadino austriaco, deputato austriaco che ha tradito la sua patria perché credeva che il socialismo si potrebbe avere solo con l’Italia.

    L’attuale Trentino sempre fu il vero Sud-Tirol, detto anche Tirolo Italiano a causa della lingua predominante, ma da sempre terra tirolese e perciò austriaca.

    Il 99% degli abitanti dell’allora Sud-Tirolo (attuale Trentino) non volevano l’Italia. Anzi, tra gli pocchissimi „irredenti“ del Trentino né tutti erano tirolesi di lingua italiana, ma figli o nipoti di regnicoli emigrati in Austria e venuti da terre di confine. Questi erano nella sua grande maggioranza „italiani“ a tutti gli effeti, come Ettore Tolomei, discendente di emigrati toscani.

    Si parla spesso di Cesare Battisti ma non si legge qualche riga sulla vicenda di BRUNO FRANCESCHINI, l’ufficiale austriaco della Val di Non che ha catturato Battisti e lo consegnò alla giustizia militare asburgica a Trento (da sempre città imperiale austriaca).

    Mentre si fa questo tipo di „divisione“ tra Tirolesi di lingua tedesca e Tirolesi di lingua italiana, con dati storici dubbi e pieni di „lacune“, la politica italiana mantiene questo status quo.

    TRENTINO NON E‘ ITALIA perché TIROLO NON E‘ ITALIA.

    Tirolesi di lingua italiana, ma di storia austriaca, nonni, bisnonni, avi AUSTRIACI.

    Michele, da Borgo Valsugana (o anche Burg im Suganertal) – TIROLO

    • Trentino non tirolese

      Il Trentino è sempre stato Trentino, o meglio ci siamo sempre ben distinti da quella regione che voleva assimilarci al mondo tedesco che è il Tirolo. La percentuale dei trentini che dici è una grande fesseria storica, non c’è nessun dato ufficiale anche perchè nessun referendum è stato mai fatto (magari, si sarebbe risparmiato un massacro). Poi sappiamo tutti che il disagio dei trentini era così forte che proprio da noi si sviluppò l’irredentismo, parola usata per richiamare i movimenti di popolazioni incluse in uno Stato in cui non si riconoscono volendosi annettere in altre nazioni loro similari. Proprio poi Trento cui è stata dedicata una statua a Dante e operò con dura repressione la Lega NAzionale e tante altre associazioni filoitaliane. Battisti e Degasperi furono eletti dai trentini, e rappresentavano la volontà di una forte autonomia già all’interno del Tirolo che stava operando ad una germanizzazione del nostro territorio tramite vari organismi che però venivano respinti massicciamente dai nostri avi, quindi già il fatto di dire che volevamo stare in Austria è sbagliato! Oltretutto nella Dieta di Innsbruk venivamo oppressi e per questo che ci siamo sempre battuti per un’autonomia mai concessa. I fatti incresciosi delle violenze contro gli italiani dell’impero che volevano una facoltà di lingua italiana ad Innsbruck dovrebbero essere un anniversario da ricordare a tutti quelli che fanno finta di conoscere la realtà dei fatti e a chiamare fratelli quelli che in realtà sono solo dei vicini con cui viviamo in rapporto di cortesia. Battisti morì da eroe perchè difese le nostre spinte di secessione e autonomia dall’Austria, che lo giustiziò in modo barbarico con un processo farsa insieme ad altri nostri fratelli istriani ossia italiani in lotta per la libertà delle loro terre. Ricordiamoci anche del fatto che i trentini furono mandati in Galizia e non al confine con l’Italia come carne da macello in prima linea (dove ahimè si parlava italiano, mentre nelle retrovie tedesco, chissà perchè…tutto testimoniato). Chiedetevi come mai finito l’Impero Asburgico nessun altro stato o altra popolazione ha mai voluto ricostruirlo! Quindi non tirolesi di lingua italiana, ma trentini o italiani (welsh come dicevano dispregiativamente anche con gli slavi) e basta. Sarebbe da portare altri racconti e scritti, come testimonianze che smentiscono la visione (molto minoritaria per fortuna e fortemente datata nonostante qualcuno ci riprovi spesso a cambiare le acque) pantirolese del Trentino.

  32. Mi spiace cari tirolesi, ma non solo voi non siete italiani.
    Anche tutta la valle padana non è italiana ma costituita da molti popoli diversi per lingua, storia e cultura dalla penisola vera e propria.
    Quindi la Lombardia NON è italia, grazie!

  33. Egregio Redattore,
    vi ringrazio per avermi suscitato un grande sorriso quando ho letto gli eventi del 2019, evidentemente i vostri sogni sono così grandi che siete proprio come dei bambini un pò ritardati o completamente immersi nella fantascienza. In merito a tutto il resto dell’articolo e al vostro programma in generale calo un velo pietoso, dovreste rivendicare tutti i territori dell’Ex impero Austro ungarico, anzi no, i Romani dovrebbero rivendicare tutta l’europa, anzi no i Russi l’alaska, anzi no i Francesi tutte le terre conquistate da Napoleone. Ma finitela e mettetevela via L’alto Adige è Italiano e per sempre rimarrà così se non vi sta bene andate via che nessuno sentirà la vostra mancanza a parte per l’aspetto comico così sviluppato in voi. Viva L’italia Viva la Repubblica.

    • Dr. Rodolfo Piva

      Egr. Sig. Lorenzo dal cognome sconosciuto
      La sequela di sciocchezze, come quelle che lei ha scritto, sembra denotare un modesto se non inesistente spessore culturale per quanto attiene la storia. Studi un pochino e vedrà che gradevoli risultati otterrà in termini di acquisizione di conoscenze. La sua conclusione: viva l’italia , viva la repubblica rende bene l’idea perché lo stato italiano è destinato ad affondare in modo irreversibile. Cordiali saluti

      • Egregio Sig. Piva,
        per sua informazione oltre ad aver conseguito il Diploma di maturità classica e aver studi universitari ho letto oltre 1000 libri di storia, biografie, romanzi storici ecc ecc, La mia famiglia, oltre al fatto di possedere il Titolo di Marchese, vanta avvocati, medici, Ufficiali, Compositori, latinisti, Giuristi, professori ecc ecc, si fidi, lo studio in me e nella mia famiglia non manca. Piuttosto Lei, Sig. Piva, mi ha suscitato una certa tenerezza perché non ha ribattuto portando delle verità storiche oppure esprimendo almeno un giudizio politico, nulla, la sua è una critica sterile e generica, aleatoria, lasciata al caso, tutte caratteristiche del vostro giullaresco movimento politico. Sul fatto che lo Stato Italiano sia destinato ad affondare anche qui la sua affermazione è davvero comica e priva di senso della realtà poiché facciamo parte dell’Europa e l’Europa non permetterebbe più che riaccadano gli eventi dal 1938 al 1945. La ringrazio per avermi allietato la serata con la sua, forse involontaria, comicità, Grazie.
        Cordiali Saluti.
        Lorenzo

        • Egregio signor marchese Lorenzo, si vergogni. Chiunque ami la verità la giustizia non può non riconoscere gli enormi torti fatti ai Sudtirolesi dal tipo deteriore di Italiani che ci ha condotti al disastro attuale e che Lei degnamente rappresenta, così come sono i esibiti titoli di studio sono la dimostrazione patente che la cultura non serve a nulla se non è sostenuta dell’intelligenza. Cultura peraltro molto lacunosa dato che non ha presente che l’Alaska è stata venduta coscientemente dai russi agli americani, e quindi è difficile che iprimi possono avanzare una qualche pretesa di restituzione. così come lei dimentica che torti subiti dai Sudtirolesi non risalgono a secoli o millenni fa, ma agli ultimi cent’anni. se non fossero tragiche le uniche due cose comiche qui sono la sua ignoranza e la sua arroganza due termini che forse non a caso rimano fra loro

          • Egregio Sig. Renzo,
            fra i due è Lei a doversi vergognare poiché non credo sia titolato di giudicare il quoziente intellettivo di chicchessia in quanto dubito abbia la posizione ed i titoli per farlo. Sui presunti e fantomatici torti subiti dagli Altoatesini non entro nel merito in quanto posso anche essercene stati ma sicuramente pesano invece le vittime del terrorismo in Alto Adige, atti commessi da presunti „patrioti sudtirolesi“. In merito all’Alaska sono perfettamente a conoscenza che si è trattata di una compravendita ma a nessuno è mai venuto in mente di protestare o ad inneggiare a qualunque forma di restituzione o altro. Anche lei comunque risulta molto comico e le suggerisco di dedicarsi completamente a quest’arte, magari può assurgere ad una carriera come quella di un comico molto famoso che risponde al nome di Grillo. Ringrazio anche lei per avermi allietato la giornata con sua spiritosissima comicità anche perché davvero raggiunge l’acme quando afferma che io rappresenterei il „disastro attuale“, è talmente comico che non capisce davvero il suo pensiero, per essere più chiaro usi parole sue, con semplicità, come la sua persona, semplice.
            Cordiali saluti.
            Lorenzo.

          • Cari signori, sono Arberesh (minoranza di lingua albanese) e fiero Molisano, non disconosco la mia cultura, a casa e in paese parliamo ancora la nostra lingua, fieri della discendenza del paese delle aquile (l’albania), ma sono italiano dell’ex regno delle due sicilie, e anche se ci sono ricriminazioni storiche con i Savoia ed il Piemonte … basta! Il tricolore, al quale ho giurato fedelta‘, ci unisce, e che io parli arberesh, greco, ladiono, sloveno, tedesco o Italiano (che e‘ la lingua della patria), no ha nessuna importnza, molti arberesh hanno combattuto in albania durante la II guerra mondiale, anche se potevano sentire una certa vicinanza con le popolazioni, non cred che abbiano mai avuto qualche dubbio da quale parte stava la loro fedelta‘. Percio‘ lasciatemi dire „Phë shumë vietë roftë Italía“ nel mio idioma natale.

  34. Pienamente d‘ accordo con voi, la divisione del Tirolo è una porcheria,una ingiustizia aver diviso un popolo e un territorio che è uno solo, daSalorno a Kufstein in una unica civiltà alpina, punto di
    riferimento per tutte le altre province alpine, che copiano lo stile e la cultura del Tirolo perchè sono
    etnicamente piu povere o meno consapevoli.
    Anche nella caccia la cultura venatoria austriaca è copiata in tutto l‘ arco alpino italiano perchè nelle zone alpine di lingua italiana non hanno una tradizione venatoria, basta pensare come nel bellunese e nel tarvisiano siano nate improvvisamente gruppi di fanfare di corni da caccia mai visti prima in Italia. Questa la differenza, i Tirolesi hanno una forte identità e un patrimonio di cultura popolare, in Italia questo non c‘ è, e allora si copia,o si tenta di far passare per tradizione quel poco che c’è, ma non basta un piatto di pasta e fagioli o la brama di pagare meno tasse per creare una cultura etnica.
    Also gut, es gibt ein einziges Tirol, oder besser: Tirol isch lei oans!

    • Il Tirolo va da Borghetto fino a Kufstein, anche il territorio attualmente chiamato Trentino ha condiviso la stessa storia dell’Alto Adige. E in verità il Trentino si dovrebbe chiamare Südtirol e l’Alto Adige Mitteltirol.

      • Trentino non tirolese

        Trentino non è Tirolo! E‘ solo toponomastica errata germanofona. Prima dell’annessione all’Austria eravamo un Principato Vescovile secolare. Nemmeno un secolo sotto l’Austria non autorizza nessuno a storpiare il Trentino da Tridentum, nome latino. Lingua, costumi e tradizioni dopo Salorno sono molto diversi, quindi per favore non raccontiamo frottole pantirolesi. Poi basta vedere anche vecchie mappe, appare sempre Trentino e non Tirolo, i cui conti detenevano possedimenti in contrasto proprio ai principi vescovi trentini.

        • Vorrei proprio vederli questi vecchi documenti. Trentino è un nome recente inventato alla metà dell’ottocento per designare il tirolo meridionale (odierna provincia di Trento). Prima di allora trentino designava il solo abitante di trento. Certo Fino alla fine del 700 era esistito il principato vescovile di trento ma era stato già assorbito dai conti del Tirolo nel 1350 circa e sebbene vesse una sua autonomia era comunque da considerarsi parte del Tirolo e dopo gli stravolgimenti napoleonici tornò ad essere tirolo nel 1815, stavolta senza più l’istituzione del principato vescovile di trento venuta a mancare qualche decennio prima.

  35. scusate, ma lo sapete che il Po scorre da ovest verso est e che quindi l'“Alto Po“ si troverebbe in Piemonte? Inoltre questo post è intriso di idiozie antistoriche, come l’onnipresenza delle trame politiche italiane, tipo alla fine della II guerra mondiale. Ve la rinfresco io la memoria: fu l’URSS a volere che le regioni tedescofone fossero il più possibile separate, per impedire recrudescenze pangermanistiche. Inoltre al tavolo dei vincitori fu detto „nessuna regione tedesca ad oggi è in migliori condizioni del Tirolo meridionale“. E tralasciamo le scemenze sulla Valle d’Aosta, che chiese essa stessa di restare italiana…

    • Als Italiener (aus Turin) kann ich mich aber schwämen, wenn ich über das so-benannte Südtirol sprechen höre. Es gibt kein Südtirol und kein Trentino. Tirol isch lei oans, Tirol ist nur eins. Was Italien nach dem ersten Weltkrieg tat, braucht keine weitere Kommentare: das war die zerstörung einer nationalen Identität. Und das wurde durchgeführt im Namen einer dummen Ideologie, nach deren es keine andere Sprache abgesehen von der Italienischen gesprochen werden dürfte.
      Unter dem Faschismus war die Verfolgung am stärkstens: die Faschistische Regierung konnte nicht ertragen, dass in eigenen Regionen die Menschen dialekten, die nicht als „Italische“ anerkannt waren, sprachen. So hat die Italianisierung die Tirolisch- und Slowenischsprachigen am meistens geschlagen. Aber sollte man auch das Aostatal und einige Piemontische Täler, wobei man Francoprovenzalisch und Occitanisch sprach und die ofizielle Sprache Französich war (um den eigenen Grund waren die Walserprache und viele der Piemontischen Dialekten verfolgt).
      Jetzt sind die „wahren“ Aostataler nur wenig als 30% der Bevölkerung ihrer Region (sehr viele Leute haben SüdItalienischen Ursprüngen). Und das war die Situation in Südtirol bis 1980 oder so. Meine Freunde, ich empfinde es euch treulich: sobald möglich schiesst euch von Italien aus! Macht es, bevor die Italienische Krisis in eure Region hoffnungslos durchdringt! Ich schlage euch nur vor, ihr sollt die Italienische Sprache nicht vergessen: es ist immer nützlich eine fremde Sprache zu können, insbesondere wenn man mit Touristen zu tun hat.

  36. Massimo Saracino

    Qui chi fa gli strafalcioni siete voi, e non per ignoranza ma per malafede. Per esempio, il toponimo Ora (Auer) e‘ talmente un’invenzione di Tolomei che e‘ riportato anche sui documenti del censimento austriaco del 1910.

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